Se in uno stabilimento industriale di medie dimensioni chiediamo chi lavora con quale sistema, raramente otteniamo una risposta breve.

Il monitoraggio energetico gira su un’interfaccia web. Il processo è gestito da un sistema SCADA. La manutenzione vive in un altro programma, o ancora in un foglio di calcolo. Gli acquisti lavorano nell’ERP. Gli allarmi arrivano via e-mail e per telefono. E progetti, contratti e presenze hanno ancora un altro strumento tutto loro.

Ciascuno di questi sistemi può funzionare bene, anche in modo eccellente, nel proprio ambito. Il problema non sta necessariamente in loro, ma negli spazi vuoti che restano tra l’uno e l’altro.

La decisione si perde tra i sistemi

Nelle puntate precedenti della serie OT siamo arrivati più volte allo stesso punto: il dato misurato, da solo, non ha valore. Acquista valore quando dallo scostamento nasce un evento, dall’evento un compito, dal compito un lavoro eseguito e dal lavoro un risultato verificabile con una nuova misura.

Questa catena, però, quasi mai sta dentro un unico sistema specialistico tradizionale.

La misura nasce in uno. La decisione viene presa in un altro. Il lavoro viene registrato in un terzo. Il ricambio viene ordinato in un quarto e il costo viene contabilizzato in un quinto. A ogni passaggio qualcuno deve copiare, riconciliare e ricordare, oppure dimenticare qualcosa.

In questi casi l’azienda spesso non soffre di mancanza di dati. Al contrario: la stessa informazione esiste in cinque posti, in cinque stati diversi.

Qual è il valore aggiornato? Chi l’ha modificato per ultimo? L’intervento è stato eseguito? Il problema è davvero risolto? E chi vede, in fondo, l’intero processo?

Non volevamo l’ennesima applicazione isolata

A questo problema non volevamo rispondere con un’altra dashboard. Un’altra applicazione a sé stante avrebbe solo creato un’isola in più.

Per questo abbiamo costruito OrigSmart WebOS: un ambiente operativo comune, che funziona nel browser, per le attività fisiche e per quelle di business.

Potremmo anche dire: un “ombrello” sopra l’ecosistema IT, energetico e dell’intero patrimonio di dati già presente in azienda. I sistemi specialistici continuano a svolgere i propri compiti, mentre WebOS collega in un ambiente di lavoro comune i dati disponibili, gli utenti, le decisioni e i processi eseguibili.

Non è semplicemente uno schermo o un sistema di menu comune. Sotto possono funzionare sistemi diversi, sopra si può seguire e governare un’operatività aziendale coerente. Il collegamento richiede naturalmente un lavoro di integrazione: il fatto che un’applicazione compaia nella stessa interfaccia non rende automaticamente condivisi i suoi dati e i suoi processi.

Il nome “sistema operativo” non significa che vogliamo sostituire Windows o Linux. L’analogia riguarda il modello operativo. Come su un computer il sistema operativo offre una base comune a utenti, autorizzazioni, file, finestre e applicazioni, così WebOS offre una base comune a dispositivi, dati, persone e processi aziendali.

L’utente vede un’area di lavoro familiare, a finestre. Può aprire fianco a fianco i dati energetici di un edificio, il relativo intervento di manutenzione, il contratto con il fornitore o il budget di un progetto di costruzione. Nei processi collegati non deve ricomporre a mano il quadro completo da sistemi separati, né inserire più e più volte lo stesso dato.

L’area di lavoro di OrigSmart WebOS con tre finestre applicative aperte
Un’unica area di lavoro, più applicazioni: un progetto di costruzione, dati del mercato energetico e ordini di lavoro di manutenzione affiancati in OrigSmart WebOS. (I dati identificativi del cliente sono sfocati.)

Perché nel browser?

Perché oggi il browser è disponibile praticamente su ogni dispositivo di lavoro. Non serve installare un programma client separato, gli aggiornamenti si gestiscono centralmente e l’utente accede allo stesso ambiente di lavoro dal computer dell’ufficio, da un terminale di reparto o, in base alle proprie autorizzazioni, da un dispositivo mobile.

Ma il browser da solo non trasforma un’applicazione in un sistema operativo. Servono un modello dati comune che colleghi le diverse fonti, una gestione unificata delle autorizzazioni, la collaborazione in tempo reale e applicazioni collegabili tra loro.

Che cosa lo rende più di un altro software?

Fonti di dati diverse, un’interpretazione comune

Un’operatività unificata non significa dover trasferire tutti i dati in un unico database. I dati finanziari possono restare nell’ERP, gli stati di processo nello SCADA, le misure nel sistema energetico e i documenti nell’archivio documentale esistente.

Il compito di WebOS è collocarli in un contesto comune. L’identificativo dell’asset in un sistema, il centro di costo in un altro e lo storico di manutenzione in un terzo devono essere legati alla stessa apparecchiatura reale. Un cliente, un sito, un progetto o un contratto non è più un insieme di record indipendenti tra loro, ma un punto di riferimento comune nell’operatività.

Fa parte dell’integrazione anche stabilire quale sistema è la fonte autorevole di quale dato, dove può essere modificato e come la modifica raggiunge i processi collegati. Invece di tenere in ordine a mano cinque copie separate, si usa in più punti un’unica informazione di origine definita e tracciabile.

Non è solo una questione di comodità. Un’interpretazione comune e responsabilità chiare sulla proprietà dei dati riducono gli errori operativi che derivano da versioni divergenti, copie manuali e fonti di dati incerte.

Produzione fotovoltaica per inverter in grafico sovrapposto, insieme al prezzo spot
La produzione giornaliera di un impianto fotovoltaico per inverter e il prezzo spot ungherese in un’unica vista — la misura e la decisione di business sulla stessa interfaccia.

Lavoro comune in tempo reale

Se due colleghi aprono lo stesso documento, record o voce di budget, entrambi vedono le modifiche dell’altro. Il sistema gestisce il lavoro in parallelo e impedisce che qualcuno sovrascriva inavvertitamente la modifica di un altro.

Lo stesso funzionamento in tempo reale collega anche le persone al lato OT. Una nuova misura, un cambio di stato o un allarme proveniente da un dispositivo può comparire immediatamente nell’applicazione e presso l’utente a cui è legata un’attività da svolgere.

Lavorare insieme non significa più scambiarsi e-mail e versioni separate dei file, ma usare lo stesso stato operativo aggiornato.

Accesso regolato con precisione

In un contesto aziendale non basta stabilire se qualcuno ha accesso a un’applicazione. Spesso conta anche quali dati può vedere al suo interno e quali campi può modificare.

In un progetto di costruzione, per esempio, una persona è autorizzata a decidere il prezzo per il committente, un’altra può registrare l’offerta del subappaltatore e un’altra ancora può approvare l’acquisto. Possono lavorare sulla stessa voce, con ciascuno che accede solo ai dati e alle operazioni richiesti dal proprio ruolo.

OrigSmart WebOS regola tutto questo fino al livello del singolo campo. Non è solo l’interfaccia a nascondere le operazioni vietate: le autorizzazioni vengono verificate e applicate anche lato server. Una modifica non autorizzata viene respinta anche se qualcuno aggira l’interfaccia e prova a chiamare direttamente il back-end di WebOS.

Organizzazioni separate, piattaforma comune

Più aziende, siti o clienti possono usare la stessa piattaforma mantenendo separati i confini organizzativi e di autorizzazione dei propri dati. Ogni partecipante vede il proprio ambiente operativo, mentre i soggetti centrali autorizzati possono gestire anche processi e report consolidati.

Questo è particolarmente importante per fornitori di servizi, gruppi societari e realtà multisito, dove servono i vantaggi di una piattaforma unica ma, ovviamente, non la commistione dei dati.

Estendibile, non da sostituire

Quando nasce una nuova esigenza di business, una nuova applicazione può essere costruita sugli utenti, le autorizzazioni, i collegamenti ai dati e i servizi comuni già esistenti. Non serve creare ogni volta un accesso separato e un ambiente applicativo autonomo, né ricostruire da zero integrazioni che già funzionano.

E non bisogna nemmeno buttare via ciò che già funziona bene. WebOS non è nato per sostituire a ogni costo un ERP collaudato, un sistema SCADA o un software di contabilità. Può collegarsi a essi, acquisire o trasmettere i dati necessari e gestire la catena operativa che altrimenti si interromperebbe tra i sistemi specialistici.

Stesso dato, decisioni diverse

Prendiamo un esempio semplice. L’assorbimento di potenza di un compressore frigorifero cresce lentamente da giorni.

In un ambiente frammentato in modo tradizionale, prima o poi qualcuno lo nota su un grafico. Scrive un’e-mail. Il manutentore richiama per chiedere chiarimenti. L’esito della verifica forse finisce su un foglio di lavoro. Il ricambio viene ordinato in un altro sistema. Il costo compare più tardi in un report finanziario, ma a quel punto il legame tra lo scostamento misurato all’origine e il risultato economico della riparazione è andato perso.

In un ambiente collegato con OrigSmart WebOS, dalla misura può nascere un evento e dall’evento un ordine di lavoro per il manutentore responsabile. All’ordine di lavoro si possono collegare la richiesta di ricambi, l’acquisto e l’approvazione. Dopo l’intervento il sistema può verificare se l’assorbimento di potenza è davvero tornato nell’intervallo normale.

Per farlo, la misura può continuare ad arrivare dal sistema energetico esistente, l’acquisto può avvenire nell’ERP e l’attività può essere gestita in un’applicazione WebOS o in un sistema di manutenzione integrato. L’essenziale non è che ogni passaggio avvenga nello stesso software, ma che resti sempre il legame tra lo scostamento originario, il responsabile, l’intervento e il risultato.

Ogni attore vede lo stesso caso dal proprio punto di vista:

  • l’energy manager vede lo scostamento e la curva dei consumi;
  • il manutentore il guasto, lo storico e l’attività da svolgere;
  • gli acquisti la richiesta di ricambi e il budget approvato;
  • l’amministrazione e finanza il costo e l’effetto economico del risparmio;
  • e il management l’intero percorso del problema, dal rilevamento al risultato verificato.

Non si tratta di cinque storie separate, ma di cinque viste dello stesso evento operativo, costruite in base ad autorizzazioni e compiti.

Serve a tutti un WebOS?

No.

In un piccolo sito in cui si deve risolvere un unico compito di misura e allarme può bastare un’applicazione mirata. Lo stesso vale per un’azienda in cui tutti i processi essenziali girano davvero in un unico sistema gestionale ERP, adeguatamente personalizzato.

In questi casi i singoli moduli OrigSmart, per esempio l’acquisizione dati, la misura o la gestione degli allarmi, possono essere usati anche da soli, integrati con i sistemi esistenti.

Molte aziende industriali, però, non funzionano così. Da loro convivono diversi sistemi, di età e finalità differenti. Per loro la vera domanda non è se si possa sostituire tutto con un unico grande progetto, ma se sopra l’ecosistema esistente si possa creare uno strato operativo comune, governato e ulteriormente estendibile.

Come conviene iniziare?

Non con un’implementazione che sostituisce tutto in una volta.

La strada che funziona è un pilot ben delimitato: un sito, un processo e un obiettivo misurabile. Può essere la gestione degli scostamenti energetici, il monitoraggio delle attività di manutenzione o la sorveglianza dello stato di un gruppo di dispositivi.

Il pilot non deve dimostrare che sappiamo visualizzare l’ennesimo grafico. Deve dimostrare che l’intera catena funziona:

dato→evento→responsabile→intervento→risultato verificato

Se questo si dimostra in un ambito, l’applicazione successiva non parte più come una nuova isola. Può basarsi sugli stessi utenti, autorizzazioni, collegamenti ai dati comuni e integrazioni. Gli investimenti IT ed energetici già fatti dall’azienda diventano così non un ostacolo, ma la base dell’ulteriore digitalizzazione.

Perché l’obiettivo della digitalizzazione industriale non è introdurre l’ennesimo sistema.

L’obiettivo è che asset, dati, persone e processi esistenti diventino finalmente un insieme che funziona.

Parliamo del vostro progetto